Quando conviene aprire la partita iva?

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Sei all’inizio della tua attività, cominci a guadagnare qualcosa e non sai come regolarizzare la tua posizione?

Hai sentito parlare di ritenuta d’acconto, regime dei minimi e altre formule che lì per lì non ti dicono nulla e quindi temi di sbagliare qualsiasi strada tu prenda?

Benvenuto, sei dei nostri!

Quando aprire la partita iva

La legislazione italiana, e in particolar modo quella che riguarda la fiscalità, è davvero un inferno di burocrazia, lungaggini, norme successive che rivedono e annullano norme precedenti, e altre amenità senza senso apparente.

Cerchiamo oggi di fare un po’ di ordine: quando si può tranquillamente lavorare con le prestazioni occasionali, senza dover aprire la partita iva? Vediamo:

  • L’attività deve essere occasionale e non abituale e continuativa
  • Non puoi emettere ricevute per più di 5000€ all’anno
  • Non puoi superare i 30 giorni di attività per singolo committente.

Se rientri in queste caratteristiche, ti basta consegnare al committente delle ricevute per prestazione occasionale (di cui trovi tanti esempi online) su cui è indicata la ritenuta d’acconto del 20% e lui dovrà versare la ritenuta direttamente all’erario, entro il giorno 16 del mese successivo alla data di pagamento.

Quando, invece, l’attività da freelance diventa abituale e le somme più alte, allora conviene aprire la partita iva. Come?

  • Innanzi tutto devi fare la dichiarazione di inizio attività all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio delle operazioni. In questo modo otterrai un numero di partita IVA.
  • Scegliere il tuo codice ATECO che definisce l’ambito in cui lavori, determina gli studi di settore a cui riferirti e la contribuzione previdenziale INPS.
  • Scegliere a quali regimi contabili e fiscali aderire. In linea di massima, per i lavoratori del web in generale, la contabilità sarà di tipo semplificato e per te che apri ora la tua partita iva, sarà senz’altro conveniente aderire al regime fiscale dei minimi, finché si rimane al di sotto dei 15000 euro di guadagno nell’anno.
  • Iscrizione alla gestione separata dell’INPS.

Quanto costa aprire e mantenere la partita iva?

  • Non ci sono costi vivi diretti per l’apertura dell’attività, né per l’iscrizione alla gestione separata dell’INPS
  • Bisogna versare il 15% di imposta sostitutiva IRPEF e addizionali comunali e regionali per i contribuenti minimi. La base su cui calcolare questa percentuale si calcola sui guadagni a cui viene applicato un coefficiente di redditività che cambia in base al codice ATECO
  • Infine, i contributi previdenziali (Gestione separata dell’INPS) in misura del 27,72% sul reddito netto.

Dopo questa breve panoramica, spero che le cose siano un po’ più chiare ma voglio chiudere con un consiglio che per me è stato salvavita: rivolgiti a un commercialista di cui ti fidi, ma soprattutto che abbia pazienza e voglia di capire qual è il tuo lavoro, di accompagnarti e spiegarti quello che devi fare e perché lo fai. Sceglilo con cura e fai questo investimento, ti prometto che non te ne pentirai.

4 Comments

  • Letizia
    Letizia Posted 11 maggio 2016 14:27

    Ottimo il suggerimento sul commercialista che “abbia la pazienza di capire il tuo lavoro”. E’ essenziale!!

  • Fabio Posted 17 giugno 2016 18:15

    Comment 1: La differenza che esiste tra chi vuole sviluppare e condividere le proprie capacità in un contesto virtuale creando valore nel tempo e chi invece pensa di utilizzare il web come risorsa per trasferire il proprio know how tradizionale ai veri web workers, dovrebbe imparare da zero cosa significa Internet…..mi rivolgo al commercialista che ha scritto questo articolo, il quale sicuramente ha un buon background per le attività che si svolgono in modo tradizionale ma totalmente zero per chi opera sul web. PER OPERARE SUL WEB OCCORRE UNA MENTALITA’ DA WEB E UN’ARCHITETTURA DELLA STRUTTURAZIONE SOCIETARIA DEL WEB,tutto il resto ivi compreso i consigli di questo signore commercialista, vanno bene solo per il mondo tradizionale ma non per il web.

    • Gaia D’Alessandro Posted 6 luglio 2016 11:53

      Salve Fabio, grazie per essere passato. Qui non abbiamo nessun commercialista. Se ben avrai letto il nostro blog, avrai visto che la palestra è formata da semplici web writer e blogger (alcuni più esperti, altri agli inizi) che si allenano tutti insieme per crescere e migliorarsi. In questo caso (come in altri simili) parliamo di esperienze personali. A presto, Gaia

  • Fabio Posted 17 giugno 2016 18:17

    Comment2: VOLETE UN ESEMPIO (ma la lista potrebbe essere più lunga)?……Non è necessario seguire i passi della fiscalità tradizionale Italiana…..Sapete che in Irlanda,Romania,Repubblica Ceca,Lituania e altri numerosi paesi dell’Unione Europea vi è la possibilità di registrare una società con 300 euro e PER LEGGE non è necessario aprire una partita iva per vendere attraverso il commercio elettronico o anche sul web (fino ad un importo variabile tra 15.000 e 70.000 euro/anno)? A differenza dell’Italia, vi sono paesi che per la vendita di un bene o servizio, basta avere il numero di registrazione della società senza alcuna partita iva.

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