Authorship e AuthorRank: da sconosciuti ad alleati

Authorship e AuthorRank: da sconosciuti ad alleati
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Rivendicare la propria authorship è cosa buona e giusta

Nella giungla del web capita sempre più spesso di imbattersi in parole nuove, a noi completamente sconosciute, che celano importanti concetti utili da assimilare, soprattutto per chi vuol fare della scrittura sul web una professione: è il caso delle paroline magiche Authorship ed AuthorRank.
Troppo spesso confuse, cerchiamo di capirci qualcosa e di fare un po’ di chiarezza sull’importanza di attribuire una paternità ai propri lavori.

Cos’è l’authorship?

Partiamo dalla prima parola in questione, authorship, ovvero quella possibilità offerta da mamma Google di riconoscere la paternità di un contenuto grazie al collegamento tra questo ed il proprio profilo Google Plus.
Sarebbe a dire?
Nulla di complicato, grazie all’authorship, Google riesce a identificare l’autore di un lavoro, il che da un lato può essere utile per combattere lo spam e (teoricamente) dall’altro riesce a garantire contenuti di qualità indicizzati nei risultati di ricerca.

Cosa ne ricava l’autore?

Diversi sono i vantaggi derivanti dall’authorship e tra questi:

  1. Vedersi riconosciuti i meriti di uno specifico lavoro poiché Google ne riconosce l’autore
  2. Metterci la faccia, letteralmente, in quanto nello snippet (singolo risultato di ricerca su Google comprendente titolo del post, descrizione dello stesso e link) comparirà la propria foto, il nome e il cognome del profilo Google Plus collegato
  3. Aumento del CTR, ovvero della percentuale di clic. È risaputo e dimostrato che un rich snippet – in questo caso arricchito dalle informazioni sull’autore – è più cliccato rispetto agli altri perché avvertito come un indicatore di trust.

 

E fin qui sembra tutto abbastanza lineare, non credi?

Cos’è l’AuthorRank?

Il risultato di questo processo che permette ad un autore di collegarsi ai propri contenuti è largamente riconosciuto come Author Rank, ovvero il Rango d’autore di cui Google si servirebbe per riconoscere i contenuti di qualità.
Sebbene Big G abbia sempre smentito tali parametri di “giudizio”, tutti coloro che hanno iniziato a curare il proprio author rank hanno notato dei miglioramenti del posizionamento nei risultati di ricerca.

Un passo alla volta.

L’author rank non è un concetto o una terminologia adottata da Google, ma un’idea concepita dagli esperti SEO.
Cosa sia esattamente nessuno lo sa, non se ne conosce il preciso funzionamento né l’effettivo algoritmo utilizzato da Google per attribuire un punteggio all’autore, non è sempre oggettivamente valido, ma esiste.
Come un’entità, un fantasma, nessuno lo vede ma tutti ne avvertono la presenza.
Più o meno.
Ed è proprio l’author rank che dovrebbe indicare la qualità dei contenuti prodotti da quel preciso autore: più è “autorevole”, più Google ne ha fiducia, meglio viene indicizzato, e quindi più facilmente raggiunto dai lettori in base alla query di ricerca.

Ma come posso creare il mio author rank?

Innanzitutto, inizia rivendicando l’authorship sui tuoi scritti, collegando i tuoi post al tuo profilo Google Plus.
Non si discute, hai bisogno del profilo del (tanto odiato) social network, quindi se ancora non l’hai fatto, registrati con un account Google e inizia l’avventura!

Come collegare i propri lavori al profilo di Google Plus

Abbiamo dunque deciso di dare una firma ai nostri testi e di collegare il nostro bel faccino a quel preciso post, per farlo abbiamo due possibilità:

  1. Metodo facile: se hai un’e-mail registrata sul dominio del sito (ad esempio webwriter@palestrawriter.com) che ospita i tuoi post, recati sulla pagina dedicata all’authorship ed inseriscila, infine effettua la registrazione. C’est fini! Dovrai aspettare l’approvazione di Google e poi la tua authorship sarà correttamente impostata
  2. Metodo ce la posso fare: se invece non possiedi un’e-mail registrata sul dominio del sito, niente paura, puoi farcela anche tu. Bisognerà creare una sorta di collegamento biunivoco tra il sito per il quale scrivi ed il tuo profilo Google Plus.
    Puoi trovarti in due casi:
    a) Il blog su cui scrivi possiede un box autore con relativa pagina a te dedicata che raccoglie tutti i tuoi scritti. Ti basterà aggiungere il codice

     <a href="[profile_url]?rel=author">Google</a>

    e sostituire “profile_url” con l’indirizzo del tuo profilo di Google Plus.

    b) Il blog su cui scrivi è troppo avanti e ti offre già una sezione dedicata ai social network direttamente nella tua pagina autore (esistono diversi plugin per questo). In questo caso non dovrai fare altro che inserire l’indirizzo del tuo profilo Google Plus (per esempio +MariaGraziaTecchia) nell’apposito campo e il gioco è fatto!

Una volta sistemato il collegamento che dal tuo sito porta direttamente al tuo profilo Google Plus non resta altro da fare che creare un collegamento inverso, ossia che da Google Plus possa risalire al blog in cui scrivi.
Per fare ciò ti basterà recarti sul tuo profilo G+ e nella sezione Informazioni spostarsi sotto la voce Link e cliccare su modifica. Da qui cliccare su Aggiungi Link Personalizzato sotto la voce Autore e aggiungere l’URL del sito web dove si trovano i tuoi scritti.

Woohoo

Homer Simpson che esulta dopo aver impostato l’authorship

La tua authorship è correttamente impostata, da questo momento Google riconoscerà la tua paternità ai tuoi scritti.
Per verificare che tutto sia andato a buon fine puoi controllare l’avvenuto collegamento con l’apposito tool di Google. Se non ti risulta il markup author non temere, dai a Google un po’ di tempo per registrare le nuove informazioni.
Per approfondire l’argomento ti consiglio di leggere la guida dettagliata di Andrea Pernici direttamente dal blog di Giorgio Taverniti.

Come posso aumentare il mio Author rank?

Per far sì che Google possa ritenerti un autore autorevole puoi:

  1. Curare il tuo profilo su Google Plus completando le informazioni richieste
  2. Accerchiare e seguire gli autori di rilievo della tua nicchia, commentare i loro post e cercare di farti accerchiare a tua volta
  3. Interagire sul social network di Google, condividere, fare +1 e lasciare commenti costruttivi
  4. Evitare di collegare al tuo profilo articoli scritti per siti di scarsa qualità, anche l’importanza e l’affidabilità del blog su cui scrivi è un fattore influente
  5. Scrivere post il più naturale possibile e svincolarti dalle rigide regole SEO a favore di una qualità superiore del contenuto (ho detto svincolarti, non mandarle completamente a quel paese)
  6. Essere specializzati in una particolare categoria, per quanto tu possa avere alle spalle una notevole esperienza che copre i campi più disparati, è difficile per Google riconoscerti come esperto in 700 diverse categorie.

Questi criteri, come già detto, sono puntualmente smentiti da Google, anche se ultimamente è stato proprio Matt Cutts a confermare in un tweet l’effettivo uso di una sorta di author rank per gli articoli di approfondimento.

Tweet Matt Cutts Author rank

Non sei convinto?
Se vuoi scalare la classifica di Google, devi giocare con le regole di Google (e usare Google Plus, ovvio).
In fondo non ti costa nulla, e a lungo andare potresti trarne solamente beneficio.

Se credi che questo post possa esserti utile o sei hai qualcosa da aggiungere in merito all’argomento Authorship o AuthorRank faccelo sapere nei commenti!

6 Comments

  • Andrea Posted 8 aprile 2014 10:36

    Grazie per la mention Maria Grazia 😉

    • Maria Grazia Tecchia Posted 8 aprile 2014 14:41

      Grazie a te Andrea per l’ottima e dettagliata guida 🙂

  • Athena Bruna Posted 8 aprile 2014 14:15

    Utilissimo! Devo vedere meglio come funziona sui siti per cui scrivo. Grazie!

    • Maria Grazia Tecchia Posted 8 aprile 2014 14:42

      Ottimo, se hai problemi siamo qui 😉

  • Saper Comunicare Posted 23 aprile 2014 14:00

    Brava la mia conterranea 🙂

    • Maria Grazia Tecchia Posted 23 aprile 2014 18:34

      Grazie! 😀

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