Content marketing e link building, come ricevere link in modo naturale

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Con gli ultimi aggiornamenti dell’algoritmo di Google, è sempre più decisivo fare attenzione alla qualità e alla quantità dei link che si acquisiscono man mano in modo naturale o forzato, facendo ricorso a link building o altre tecniche di web marketing.

I nuovi algoritmi infatti prestano sempre più attenzione ai backlink andando a penalizzare quei siti che acquistano link o adottano altre tecniche manipolatorie della SERP di Google. Come fare, dunque, per posizionare il proprio sito web senza incorrere nelle ire di Google?

Innanzitutto è bene ricordare che chiavi di tipo long tail e a basso o medio livello di competitività, come ci ricorda anche l’esperto SEO Max Del Rosso dalle pagine del suo sito ilmioposizionamento.it, sono più facili da posizionare ricorrendo esclusivamente all’ottimizzazione on site e al content marketing. Al contrario chiavi a più alta competitività e alto volume di ricerca (per esempio chiavi composte da una sola parola o molto generiche) sono di più difficile posizionamento. Senza contare che chiavi di questo tipo, poco specifico, possono anche comportare un tasso di conversione più contenuto.

È consigliabile, dunque, iniziare con il posizionamento di parole chiave a bassa competitività per poi procedere, eventualmente, con keyword più complesse.

Ma come fare ricorrendo solo, o quasi esclusivamente, al content marketing e all’ottimizzazione on page? Eccovi qualche strategia utile da prendere in considerazione.

  1. Creare contenuti di qualità e risorse condivisibili. Tramite la redazione di guide o articoli di approfondimento, ben scritti e di reale utilità per l’utente, è possibile generare engagement, aumentare le condivisioni social e puntare al link earning, ovvero all’acquisizione spontanea di link in entrata.
  2. Puntare sulla grafica: le risorse visual, come le infografiche, se fatte bene, sono spesso facilmente condivisibili. Un esempio? A breve, dal mese di maggio, entrerà in vigore il GDPR, la nuova direttiva sui dati personali. Realizzare un’infografica che punta a chiarire in modo intuitivo i principali punti chiave del provvedimento può stimolare le condivisioni e, dunque, portare a ricevere link in modo naturale.
  3. Gli influencer possono aiutare in tal senso. Trovare i giusti canali di distribuzione, per i contenuti così confezionati, è fondamentale. Un blog poco conosciuto o alle prime armi, per esempio, potrebbe provare a creare una partnership con un influencer o comunque con qualcuno più conosciuto e da più tempo sul mercato. Realizzare interviste, allo stesso modo, può aiutare a farsi conoscere.
  4. L’ottimizzazione on page, ovviamente, in questo caso sarà importantissimo. Fare un’adeguata ricerca delle chiavi primarie, secondarie e correlate aiuterà a posizionarsi ricorrendo solo all’on site. Per la ricerca delle keyword si potranno usare diversi strumenti gratuiti, tra cui Google Trend, o a pagamento, come SEMrush (tool Keyword Difficulty).
  5. Anche i social media possono aiutare a farsi conoscere. Si potrebbe pensare per esempio di mettere in piedi una breve campagna di sponsorizzazione su Facebook o Instragram, attraverso cui generare curiosità e attirare gli utenti. E, qui, naturalmente, il content marketing è decisivo.

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