Pro e contro dell’essere freelance

Pro e contro dell’essere freelance
0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 LinkedIn 0 Pin It Share 0 0 Flares ×

Oggi è una giornata particolare. Un cliente mi ha appena comunicato che le nostre strade si dividono. Dopo aver preparato il piano di comunicazione, studiato una strategia, creato delle belle immagini con la grafica perché il visual storytelling creasse un maggior impatto sui social, tutto finito. Questa è una cosa buona o cattiva per me che sono freelance?

Libertà: croce e delizia del freelance

Prima cosa da fare quando un cliente ti lascia (un po’ come quando ti lascia un fidanzato): non cercare mai di idealizzarlo, non pensare che era il cliente più fantasticosomeravigliososublime del mondo. Un po’ di tristezza c’è, ma anche nei rapporti con i clienti bisogna trovarsi: l’alchimia deve nascere da sola perché solo il lavoro e la tecnica non bastano a far durare i rapporti.
Seconda cosa da fare: pensare positivo. Un cliente in meno vuol dire del tempo in più. E per una freelance il tempo è oro. Tempo per aggiornare altri progetti, trovarne di nuovi, finire quell’articolo lì che è in una cartella su Drive che aspetta da mesi…e ovviamente trovare nuovi clienti più affini a te con cui instaurare una collaborazione davvero felice.
Terza cosa da fare: ricordarsi perché si è scelto di diventare freelance. Nei momenti no si tende a dimenticarlo con troppa facilità. Io me li ricordo benissimo i motivi che mi hanno spinto alla fatidica scelta:

  1. non sopportavo più le imposizioni del lavoro dipendente: orari, discussioni con i superiori, riunioni interminabili, colleghi che non sempre collaborano gioiosamente.
  2. voglia di scegliere: i clienti, il tipo di progetto, che taglio dare alla comunicazione, che stile scegliere per le immagini.
  3. ambizione: non quella alla Donald Trump o alla Briatore. Non era tanto un’ambizione monetaria o di guadagno ma più la voglia di essere soddisfatta del mio lavoro.
  4. mancanza di alternative altrettanto allettanti: questo punto è controverso. Devo ammettere che ai tempi mi arrivarono diverse proposte che scansai con molta grazia. Ero sicuramente stanca del lavoro dipendente e quindi non ero obbiettiva. Fatto sta che nessuna proposta mi sembrava bella come lavorare da sola.

Si potrebbero riassumere tutti questi punti in poche parole: avevo voglia di libertà! Ti ritrovi in alcuni di questi punti?

Il lavoro da freelance non è “lavoro quando voglio”

“L’uomo crede di volere la libertà. In realtà ne ha una grande paura. Perché? Perché la libertà lo obbliga a prendere delle decisioni, e le decisioni comportano rischi.” Non lo dico io ma lo disse ben prima di me Fromm. La decisione di essere un lavoratore indipendente comporta molte scelte che prima non ci si sarebbe nemmeno immaginati.
Prima di tutto scelte finanziarie: le spese ci sono e sono parecchie. INPS prima di tutto ma anche tasse, spese per potere lavorare al meglio (computer adatto, software, tool) e non solo. Commercialista, senza cui un freelance non può vivere o muovere un passo. E i primi mesi è dura, bisogna far pratica di tutto: come fare un preventivo, come presentarsi al cliente ma soprattutto dove trovarlo questo famoso cliente? Ci sono giorni nei primi anni di attività che sembra che tutto il mondo intorno a te brulichi di lavoro e contatti tranne te.
L’illusione “ora avrò tutto il tempo per me, potrò organizzarmi al meglio tra lavoro e vita privata” prendono presto il largo. Ma come si dice “quando il gioco si fa duro…”. Sono proprio i primi anni che ti forgiano, ti fanno crescere alla svelta, ti terranno sveglio la notte a pensare più volte che sono fortunati quelli col posto fisso che almeno riescono ad avere degli orari, andare in palestra, fare delle ferie che siano davvero vacanza. Ma vuoi mettere la soddisfazione quando vedi un lavoro tuo, tutto tuo, pubblicato, che funziona, con il cliente contento? Per me è impagabile.
In questi anni ho avuto l’opportunità di collaborare con diverse agenzie anche in modo continuativo e devo ammettere, non tornerei mai indietro al lavoro dipendente. Nonostante le paure di arrivare a fine mese, di non aver mai certezze, di lavorare molto di più di un dipendente, mai tornerei alla vita obbligata da orari e bizze altrui.
Ti ho convinto a diventare freelance e a fare il grande salto? E allora preparati! Nei prossimi articoli ti racconterò passo passo come fare, cosa non sbagliare e come affrontare i piccoli grandi problemi delle tua nuova vita da “indipendente”.

1 Comment

  • Letizia
    Letizia Posted 20 aprile 2016 14:46

    Condivido ogni virgola della frase di Fromm! In effetti quel brivido del tipo “ma ce la posso fare anche io?” c’è sempre.
    Soprattutto perché essendo la comunicazione in continua evoluzione, e il web non ne parliamo nemmeno, occorre come prima cosa mettere in conto che non si finirà mai di imparare, studiare e aggiornarsi. La curiosità c’è, la tentazione anche; mancano ancora dei punti fermi un po’ più… fermi.
    Aspetto le prossime puntate!

Add Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 LinkedIn 0 Pin It Share 0 0 Flares ×