Il freelance e l’addobbo della vetrina natalizia

Il freelance e l’addobbo della vetrina natalizia
5 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 5 LinkedIn 0 Pin It Share 0 5 Flares ×

Mancano sempre meno giorni a Natale, le vetrine si riempiono di lucette, magari hai iniziato a tirar giù lo scatolone degli addobbi dalla soffitta e a mettere giù la lista dei propositi per l’anno nuovo. Tra questi c’è “divento un freelance per davvero, basta sognare!”.

Ma ti sei scontrato con la realtà, i dubbi, le mille incognite sul regime da adottare, i costi. Se poi per caso hai letto l’articolo di Repubblica che girava in questi giorni sul web la tua decisione ti sembrerà ancora più difficile da portare avanti. Scoraggiarsi e piangersi addosso prima ancora di inziare non serve. Diventare freelance è un’avventura che va affrontata giorno dopo giorno con coraggio e determinazione e se sei sul sito di Palestra Writer hai pure la fortuna di non essere solo.

Per la parte “calcoli & co.” vi consiglio di rileggere il bell’articolo di Laura in cui spiegava come calcolare il valore del nostro lavoro, non facile in Italia, diciamoci la verità. Perché? Il cliente italiano medio, o come dice una mia amica, il cliente 1.0 non ha idea, realmente, del perché ti stia pagando o ti dovrebbe pagare. Del resto, di scrivere e di pubblicare su Facebook siam tutti capaci no?! Queste e altre insidie ti attendono ma, consiglio da nonna freelance, è il sempre valido “chi ben comincia…”

Freelance, il tuo motto è: comprami, io sono in vendita

Sembra brutto da dire ma è così. Nel momento in cui ti definisci freelance sei un prodotto o meglio, sei un negozio che vende prodotti. E i tuoi prodotti sono il tuo lavoro, i tuoi testi, i tuoi piani di comunicazione web. Come una vetrina per Natale devi sì addobbarti al meglio, ma ricorda che la linea tra “chic” e “trash”, come direbbero le mie amiche fashion blogger, è sottilissima.

Ti hanno insegnato da piccolo che parlare di soldi è imbarazzante – ricordo che rimasi illuminata ai tempi dell’università dalla teoria di Weber sull’etica del lavoro protestante che consiglio come lettura per le notti in cui il sonno vi manca –  e magari ti trovi un po’ spaesato a dire “questo articolo costa tot” ma vedrai che alla prima rata INPS capirai che non è così e che la delicatezza che pensi di usare per i clienti pochi la useranno con te.

Come fare quindi a giustificare al cliente il costo tuo lavoro? Diventa tutto più facile se, quando presenti un preventivo, racconti cosa farai punto per punto. Il tuo cliente capirà che non ti metti li a buttar giù parole in tram tra una corsa in palestra e un aperitivo ma che dietro a quelle parole ci sono ore di lavoro, c’è uno studio, ci sono delle basi e ci sono, soprattutto, degli obbiettivi. Quindi, mettiti lì seduto con calma e immagina di raccontare a un bambino di 5 anni con uno schemino facile facile cosa ti accingi a fare.

Presenta il tuo lavoro in maniera professionale ma semplice e accattivante di modo che esprima totalmente la tua personalità. Scegli il formato che più ti rappresenta: un pdf, delle slides – non per forza Power Point ma ci sono tanti tool utilissimi – o un bel video creato con PowToon . Inutile una presentazione monocroma e formale se poi tu sei una persona zero formalità e tanti sorrisi con un sito colorato e divertente. Al cliente piacerai tu, prima ancora dei tuoi lavori. Scegliere un collaboratore è anche una questione di emozioni oltre che di competenze.

Nel tuo preventivo/presentazione descrivi una dopo l’altra le cose che farai per il cliente:

  • concorderai con lui una strategia da seguire per raggiungere gli obbiettivi che lui vuole. E’ fondamentale tirare sempre in mezzo il cliente e non prendere decisioni da soli. Lui si sentirà più partecipe e capirà meglio il tuo lavoro
  • se accanto alla stesura di articoli seguirai anche la pubblicazione sui social, descrivigli chiaramente quanti post hai in mente di pubblicare e perché, su quali social e perché. Motiva sempre le tue scelte e sii aperto ai suoi dubbi
  • specifica sempre quanti articoli scriverai, se farai azioni di PR on-line, se collaborerai con un grafico, con un traduttore o altro. Sono tutti costi aggiuntivi da concordare prima.
  • realismo: se il tuo cliente non è Levi’s o Chanel inutile proporre piani di comunicazione che prevedano articoli su articoli, video, Pinterest e chissà cos’altro. Bisogna sempre adattare al budget ma soprattutto al prodotto del cliente il piano d’azione.

Non fare il tarocco

Inverno stagione di arance tarocche ma anche di tarocchi. Non farti impressionare da chi sciorina competenze che fino al mese prima non aveva o titoloni acquisiti non specificando dove.

Prima di arrivare a presentare un preventivo, dirai tu, bisogna trovarsi i clienti giusto? E se ho detto che parte della scelta sarà di pancia, l’altra parte che ti farà scegliere saranno le tue competenze. LinkedIn è fondamentale ed è una vetrina immancabile per un freelance. Chi usa LinkedIn per trovare un collaboratore ha già una dimestichezza col web, punto assolutamente a tuo vantaggio.

All’inizio però non avrai molti lavori da mostrare o esperienze che certifichino la tua bravura come webwriter. Come fare allora? Come sempre prendo spunto dalla mia personalissima esperienza in cui il mio primo cliente – che ancora “resiste” alle miei mirabolanti idee – è arrivato proprio la LinkedIn e fu per me una sorpresa terrorizzante

  • non millantare conoscenze o doti che non hai: aver letto articoli sulla SEO o aver partecipato a qualche corso di webmarketing non fa di te un esperto SEO o di webmarkting. Magari ti sembra di sì, ma davanti alle richieste di risultati del cliente potresti scoprire troppo tardi che avevi un’infarinatura di tecniche SEO e davanti alle statistiche di Facebook ads ti sentirai come un panda in tangenziale est. Onestà: scrivi che sai fare solo quello che puoi dimostrare di sapere fare
  • punta sul fatto che sei proattivo e che vuoi crescere con il cliente: punta su contatti con startup e freelance come te per creare collaborazioni o con piccole aziende che hanno bisogno di crescere. Sarà più facile proporti a chi come te sta iniziando e ha lo stesso tuo spirito innovatore e comprende perché ci sta passando, cosa vuol dire essere all’inizio. Certo i guadagni non saranno alti  ma farai pratica, ti creerai un portfolio e soprattutto referenze. E i preventivi non sono eterni, quando sarai “più grande” potrai rivedere il preventivo iniziale giustificando i cambiamenti
  • fatti referenziare dai precedenti datori di lavoro: non fare quella faccia da “ecco, la solita italianata, il solito magna magna…” non è una raccomandazione “all’italiana“. Su LinkedIn esiste la possibilità di far confermare le tue competenze. Chiedi a chi ha collaborato con te, a chi ti ha fatto formazione, a chi lavora con te adesso, di confermare le tue competenze. Creerà credibilità, per la serie “non è che me la suono e me la canto da solo” e tra freelance, quando si collabora, è una pratica consolidata

Cosa ci vuole quindi per un freelance alle prime armi che deve mettere giù il suo profilo a festa? Per la mia esperienza posso dire tanto lavoro di creazione di competenze – leggasi studio – prima di proporsi. Chiarezza di intenti, ovvero sapere cosa si vuole fare e prepararsi per questo. Lungimiranza che è diverso da pazienza, serietà perché se si cerca di fare gli splendidi prima o poi il clienti se ne accorge – e a quel punto son rogne – e anche, ovviamente, un pizzico di fortuna. E un grandissimo in bocca al lupo a tutti quelli che nel 2015 decideranno di lanciarsi davvero in questa rocambolesca, entusiasmante, difficilissima avventura.

5 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 5 LinkedIn 0 Pin It Share 0 5 Flares ×