I want to break freelance

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Oggi vi parlo di un aspetto della vita da freelance che molti di voi hanno sicuramente vissuto o vivranno se stanno decidendo per “il grande salto” verso la vita da indipendente.

Non so se è un problema tutto italiano come molti altri, dovuto alla malsana abitudine che c’è nel nostro paese alla critica sempre e comunque, soprattutto verso il gentil sesso come ci racconta “Una mamma green”, ma se lavori da solo, soprattutto da casa e se sei una donna, per amici, parenti e conoscenti passi da nullafacente a lavoratore compulsivo e ovviamente sei una desperate housewife (che fa sempre più figo che dire casalinga di Voghera)

Come avere una vita da freelance splendente in poche mosse

Se volete passare dal leggere articoli sulla pulizia della casa in stile casalinga anni ‘50 a leggere articoli con consigli sul vostro lavoro con calma e non con un occhio distratto mentre rassettate casa, dovete cambiare prima di tutto voi stessi prospettiva e dire “I want to break free”!

Freelance e vita casalinga

Fonte: www.musicvideosdeconstructed.com

Nella via di un freelance si sa, ci sono settimane di pieno delirio lavorativo – dove non si sa mai a che ora si finirà di lavorare e si passa da un progetto all’altro senza sosta – a settimane più tranquille e di mantenimento dei progetti già iniziati e avviati. Questo lo sappiamo io e voi, per tutti gli altri la vostra vita passa da…

1. “Ma come non puoi?Tu lavori da sola, hai un sacco di tempo libero!”

Inviti a proiezioni mattutine, pomeridiane, gite infrasettimanali da Ikea o a pedalate in orari inconsueti…insomma, lavori da casa, non hai orari, anche se non lavori un giorno che sarà mai? Quasi tutti sono convinti che, dato che sei un freelance, il giorno sei libero! E la sera puoi fare tardi, tanto mica suona la sveglia il giorno dopo. Tanto non c’è il capo che ti controlla o un cartellino da timbrare

2. “Lavori troppo, giorno e notte, devi prenderti una vacanza!”

“No ma Vale, ma non puoi mica lavorare così tanto, quant’è che non esci, che ti prendi 3 giorni di ferie, che non vai via e stacchi tutto?”. Questa di contro è la frase che potrai sentirti dire nei momenti in cui causa stress da scadenze varie, lavori in consegna e quant’altro, chi ti sta intorno capisce che è meglio avvicinarsi con un alabarda spaziali alla mano.

Il problema non sono i giudizi altrui, come sempre. Il problema è che non dovete farvi prendere dalla foga di riuscire a fare tutto e soddisfare tutti, clienti compresi. All’inizio io ho avuto sinceramente un po’ di problemi a organizzarmi con orari e impegni perché, riprendendo uno dei punti sopra, in effetti non c’è sveglia che suona o cartellino da timbrare. Il rischio quindi è di perdere di vista gli orari e di credere di avere giornate dilatate. Ma soprattutto, credo capiti più alle donzelle che ai maschietti, prende un po’ l’idea di doverci riuscire a fare tutto, perché…mica siamo multitasking?

Il mito della donna multitasking

Secondo me, questa leggenda della donna multitasking vs uomo no multitasking (esisterà una parola per dire “non ho voglia di fare due cose insieme”?) l’ha messa in giro qualcuno del così detto sesso forte. Del resto, quanto può far comodo dire “eh guarda, io posso fare solo una cosa alla volta, mica come te, super donna che ne puoi fare 5 tutte assieme!”.

Fatto sta, che messa in giro la leggenda appunto, ci siamo tutte un po’ convinte che se non riusciamo a fare 5 cose contemporaneamente siamo delle mezze calzette.

E per una donna che lavora da casa è un attimo che, mentre segue il lavoro, nello stesso momento prova a caricare una lavatrice, vestire un bambino, sfamare il cane e mettere su un caffè.

Perché succede? Per la mia esperienza perché non si mettono dei paletti e non si considera il lavoro da casa impegnativo come in ufficio. Voi che lavorate in agenzia o ci avete lavorato, vi è mai venuto in mente di alzarvi dalla scrivania, andare dai colleghi e dire “ragazzi, vado via 20 minuti a fare la lavatrice”?

Freelance e vita casalinga

Fonte: sweetpea-labellavie.blogspot.com

Quindi il consiglio è: quando state lavorando non fatevi distrarre o tirare in mezzo da telefonate, lavori domestici, richieste di attenzioni da parenti e amici. State lavorando.

Vi sentirete in colpa, sappiatelo. Anche perché a chi direte “no, sto lavorando” verrà quell’espressione tremenda che è una via di mezzo tra “certo come no?!” e “sei davvero un’egoista”. Almeno all’inizio sarà così. Poi scoprirete che, prendendo il tempo per il lavoro riuscirete a prendervi il tempo per tutto il resto: impegni casalinghi, aperitivi, uscite. E, incredibile, a un certo punto vi diranno “se hai tempo e non hai troppo lavoro, mi puoi dare una mano a…

Ma per evitare la deriva femminista, questa settimana ho deciso di tirare in mezzo uno dei miei co-workers. Per chi non ha letto gli altri articoli della rubrica “Vita da freelance” vi racconto che lavoro da quasi un anno in un co-working di Milano. Cosa che mi ha svoltato la vita lavorativa e non solo.

E così, ho deciso di sfruttare un po’ i vicini di scrivania maschi e tirar fuori le richieste e commenti che quasi tutti, quando lavoravano da casa, si son trovati a dover gestire:

1. “Mi accompagni a fare la spesa?”: richiesta di fidanzate, mogli, mamme che fino al giorno prima hanno vissuto senza avervi tra i piedi ma che ora ritengono impossibile caricare una borsa all’Esselunga

2. “Mi dai una mano a imbiancare (ma anche traslocare, riparare il lavandino ecc..)?”: perché si sa, è così riposante…poi puoi lavorare di sera quando abbiamo finito no?!

3. “Dai andiamo a ballare!!”: sottointendendo “tanto tu domani puoi dormire” sopratutto richiesta di fanciulle universitarie

4. “Tanto lo so che hai giocato tutto oggi alla Play”: quando magari si è impazzito tutto il giorno su un progetto complicato

Insomma, nemmeno per i maschietti pare facile far passare il concetto che lavorare da casa è come lavorare in ufficio. Ci si stanca, ci si impegna, si hanno gli stessi impicci tranne forse quello di dover uscire nel traffico.

E poi ci sono ovviamente anche tutti i vantaggi del lavorare da soli e da casa ma per questi vi toccherà aspettare la prossima puntata. Buoni lavori a tutti (tanto lo so che non ce la farete nemmeno voi a essere ligi e fare una cosa alla volta…)

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