Instagram, un amore non corrisposto

Instagram, un amore non corrisposto
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Battuta sul tempo (e sul tema) dalla palestrata Alessandra Colaci provo lo stesso a parlare di Instagram, uno dei social che prediligo.

Instagram, perché lo amo

Ripensando al mio percorso scolastico non posso fare a meno di ricordare il mio professore di fotografia delle superiori che ci insegnò a utilizzare macchine fotografiche professionali, a sviluppare rullini e immagini fino a creare un portfolio con le nostre “opere” da valutare.

Con me però non sapeva proprio cosa fare e, sconsolato, mi diceva che ero sempre a un passo dalla grande foto. Trovavo il contesto, il fascino di una certa luce, scattavo ma… niente. Secondo lui ero bravissima a cogliere l’attimo prima ancora che si verificasse e, per ottenere qualcosa di buono da me, dovette arrendersi e permettermi di utilizzare una macchinetta fotografica automatica (e montagne di rullini). Scattare, scattare, scattare in continuazione. Alla ricerca dell’immagine perfetta.

Non ho mai smesso di cercare e quando ho scoperto Instagram è stato amore a prima vista. Niente otturatori, valori o marchingegni professionali da calibrare e tanti, tanti, tantissimi filtri (e nessun rullino da sviluppare).

Instagram, come lo uso

Rispetto alla mia collega palestrata, Alessandra Colaci, non posso aggiungere molto altro su come uso Instagram. Come lei sono abbastanza costante nelle pubblicazioni e, sempre come lei, a volte raggiungo dei veri e propri picchi, soprattutto nel periodo primaverile. Non amo tantissimo i selfie, anche se qualche tentativo l’ho fatto e, di solito, evito di abusare con gli hashtag. Dipende dal momento.

L’unica differenza è che se la mia collega è attratta dal mondo culinario, io mi concentro su libri e fiori. Non smetto mai di osservarli e, invece di cogliere l’attimo, cerco di cogliere il dettaglio, il fascino che essi esercitano su di me.
Instagram ha una doppia valenza:

  • In primo luogo è il visual social dove spopolano immagini legate al cibo e alla moda. Anche gattini ma quelli sono ovunque, tranne che su Linkedin (credo).
  • In secondo luogo è un piccolo angolo di raccoglimento per chi, secondo Elena Mazzali, vi si approccia come diario intimo per immagini.

Sono entrambe le cose e, personalmente, sono più vicina alla seconda corrente. Libri e fiori sono simboli dell’essere e mi piace pensare che, caricandoli su Instagram, diano un valore aggiunto, più intimo, al social dell’apparenza.

Instagram, un amore non corrisposto (forse)

Probabilmente il mio modo di approcciarmi a Instagram è lontano dall’uso effettivo che si dovrebbe farne. Non lo uso per pubblicizzare un prodotto o per seguire divi e ultime mode, c’è chi è molto più competente di me al riguardo.

Preferisco vederlo come un allenamento per l’anima e alla capacità di meravigliarsi alla bellezza delle piccole cose, di quelle che sono a portata di mano, nascoste in un angolo del giardino, sul ciglio di una strada o nella pagina di un libro perché così il dettaglio si fa attimo.

Magari il mio è un amore non corrisposto o forse no, nel dubbio continuo a instagrammare la bellezza che mi circonda. 😉
E tu? Come utilizzi Instagram?

www.techradar.com

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