Lavorare da casa, una figata a metà!

Lavorare da casa, una figata a metà!
0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 LinkedIn 0 Pin It Share 0 0 Flares ×

Ultimamente si parla tanto di smart working, di bilanciamento tra vita privata e lavoro e di tanti altri temi tanto fondamentali quanto ancora indefiniti. Lavorare da casa, quindi, potrebbe essere il giusto compromesso?

Pionieri in questa che, in Italia, è una lentissima rivoluzione, sono (tanto per cambiare) i liberi professionisti, nel senso più ampio del termine.
L’impostazione moderna del lavoro da casa è partita come una peculiarità dei lavoratori del web, poiché normalmente non hanno bisogno di altri strumenti se non il loro computer e una connessione internet stabile: tutte cose che possono vivere tranquillamente in un ambiente domestico, tra tv e asse da stiro.

In realtà oggi, complice la crisi e una visione più fluida e friendly dei ruoli, non sono rari anche professionisti più tradizionali come formatori, commercialisti e consulenti di materie decisamente offline, che sperimentano le gioie e i dolori dell’home office.

Pro e contro dell’essere freelance, condizione di semilibertà

Partiamo dai tasti dolenti per chi si vuole lanciare in questa dimensione:

  • Nessuno capirà che state lavorando. Se avete la sventurata sorte di convivere con altri personaggi, a qualunque titolo, rassegnatevi. Vi parleranno, vi vorranno mostrare video di gattini dentro angurie, raccontarvi cose che non possono attendere o addirittura vi assegneranno incombenze con l’aria stizzita di chi vi ha beccati a cazzeggiare al pc.
  • Progettate giornate di 20 ore, dimenticando che siete umani. Le rare volte in cui vi capiterà di essere a casa tranquilli e in solitudine, avrete la pretesa di portare a termine interi tir di lavoro, farete progetti grandiosi in cui mentre finite quella consegna potrete fare un paio di lavatrici e pulire i vetri. Niente di più falso. Il vostro cervello, dopo un tempo variabile tra le 6 e le 8 ore sarà KO come è umano che sia, e insistere a rimanere davanti al computer aumenterà solo il senso di frustrazione.
  • Avrete una regressione proporzionale alla mole di lavoro. In certi giorni vi sembrerà di non avere tempo nemmeno di svolgere le più ovvie attività di gestione di voi stessi. Vi renderete conto alla sera di avere ancora il pigiama dal giorno prima e vi sembrerà anche una cosa fantastica perché così non perdete tempo a cambiarvi. Osceno.
  • Ogni tanto vi sentirete soli. Non avere una scusa per la pausa caffè, fare pettegolezzi o ridere con i colleghi vi mancherà.

Ma lavorare da casa è anche una figata, a volte:

  • Non dovrete affrontare tragitti infiniti in auto o con i mezzi. Vi dimenticherete scioperi, code, sovraffollamento, odori molesti, corse e stress, oltre a un risparmio in termini di tempo e denaro non indifferente.
  • Sarete padroni della vostra organizzazione domestica e professionale. Potrete gestire entrambe con i ritmi che preferite, senza vincoli, riuscendo a sviluppare anche progetti vostri personali.
  • Via Skype sarete comunque connessi con le persone che collaborano con voi, senza invadenze e dedicando il giusto tempo e spazio agli incontri. Senza contare vi basterà essere eleganti solo dalla vita in su.
  • Eviterete screzi, invidie, menate tipiche di qualsiasi luogo sociale. Sarete voi a scegliere se e chi vedere, senza imposizioni.

Come noterete non ho menzionato la maggiore facilità nel gestire le incombenze domestiche perché è solo una leggenda metropolitana. Se avete scarsa propensione per l’housekeeping continuerete a ignorare il disordine e le cose lasciate a metà, esattamente come se non foste lì.

E voi? Come vivete questa condizione ibrida? Avete mai provato o vorreste provare a lavorare da casa?

Add Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 LinkedIn 0 Pin It Share 0 0 Flares ×