Mai più senza tasche: Pocket

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In questo post parlerò di un’applicazione estremamente utile per chi ha problemi di accumulo, di ordine e di tempo: PocketIo uso Pocket soprattutto per salvare contenuti da Chrome, organizzarli in ordine di argomento e priorità e averli a portata di mano e ordinati, come su uno scaffale virtualea una certa altezza, per la quale mi potrebbe servire una scaletta, trovo articoli riguardanti le mie principali attività extralavorative; a livello occhi, invece, è molto probabile che abbia costruito la mia piccola libreria pronta all’uso sull’utilizzo degli strumenti di lavoro con i quali devo farmi le ossa; un po’ più in basso, troverò materiale su abilità che sto già testando senza troppi problemi e sulle quali mi sento più sicura. E lì, in alto, ma ancora abbastanza in basso perché il mio manino possa prenderle, cosa trovo? Uh, ma sono cartelle di informazioni, esercizi, aneddoti e racconti sulla scrittura… ah, che sollievo. Meglio averle sempre vicine.

Quando apro Pocket posso decidere di leggere direttamente da lì il contenuto che mi interessa e, se voglio condividerlo, non devo far altro che scegliere il modo, ed ecco che con un click l’ho condiviso sulla piattaforma scelta, oppure l’ho spedito tramite email.
Se sono incuriosita, posso sempre aprire il contenuto in questione sul browser e curiosare nel sito di provenienza; e se volessi prendere uno spunto e utilizzarlo come materiale per un mio articolo? Niente di più facile: posso condividerlo su Evernote e lavorarci sopra in un altro momento.

Altro aspetto da tenere in seria considerazione – sto parlando di me e della mia tendenza all’accumulo compulsivo, ma ne ho già parlato in un altro post, quindi mi fermo qui – è la possibilità, consigliata, di rivedere periodicamente i contenuti salvati, organizzarli meticolosamente grazie ai meravigliosi tag, archiviarli ed eliminare quelli che non servono o che sono monouso.

Gli Highlights costituiscono una funzione molto utile perché, grazie ai suggerimenti dati dai contenuti già salvati su Pocket, mostrano quelli migliori e più rilevanti per l’utente, suddividendoli secondo alcune categorie a seconda dell’interesse (Best of, Trending) e del tempo a disposizione (Long Reads, Quick Reads): gli Highlights si trasformano e migliorano di pari passo con l’utilizzo di Pocket, al fine di adattarsi sempre più ai gusti e alle abitudini del fruitore.
Quest’ultimo aspetto è davvero interessante, perché permette di monitorare i propri interessi in maniera sistematica e capire i propri punti di forza, le criticità, gli argomenti che meritano approfondimenti e quelli che possono essere tralasciati.

Con questo post, non intendo fornire una guida né tantomeno esaurire l’argomento “Pocket”, semmai invogliare il lettore a provarlo, anche perché è un’applicazione gratuita e adatta ad ogni tipo di device.

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