Cosa mi spaventa del web?

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6 agosto 1991: nasce il web

In realtà non fu un momento preciso, non ci furono “Eureka!” e grida di euforia. Fu un percorso, iniziato anni prima per cercare una soluzione al problema della condivisione delle informazioni tra gli scienziati del CERN. Ma la Storia, quella con la maiuscola, ricorderà tale data: quando Tim Berners-Lee mise on-line il primo sito.

Nel 1993 la tecnologia alla base del web venne resa pubblica e iniziò a diffondersi in modo sempre più rapido e ampio. Alle persone era stata donata la possibilità di comunicare e diffondere il proprio pensiero come mai prima di allora. Iniziava l’Era del web.

 

La mia prima volta

Il mio primo incontro con la rete fu nella primavera del 1996. Mi ricordo che acquistai un abbonamento mensile con IOL (Italia On Line): una piccola cartellina azzurra e gialla con all’interno un floppy da 3.5” e le istruzioni per installare il programma per connettersi e navigare.

La mia prima esperienza on-line fu in una chat a riga di comando. Niente “mi piace”, niente smile animati, solo uno sfondo nero su cui scorrevano frasi banali provenienti da nickname assurdi. Il mio entusiasmo si smorzò rapidamente. <<Embè? Tutto qua?>>.

<<No, aspetta! Questo cos’è?>>.

Avevo saltato a piè pari i portali per scoprire lui: AltaVista, IL motore di ricerca prima della nascita di Google. Ero entrato nel web. Io che da piccolo mi fermavo in mezzo alla strada per leggere incuriosito la segnaletica stradale avevo trovato l’accesso a una fonte inesauribile di informazioni.

Fu il mio big bang!

"Fu il mio big bang!"

 

Lo sviluppo nel nuovo millennio

Passarono quindici anni e nonostante la sua smisurata velocità di crescita il web non mi aveva mai spaventato. In fondo avevo passato metà della mia vita a navigare in rete, avevo imparato a conoscerla, a usarla, a difendermi dai pericoli che vi si potevano annidare: avevo sviluppato “i giusti anticorpi” o, se preferite, un adeguato buon senso.

Poi nell’ultimo lustro è successo l’imprevisto: c’è stata una mutazione. Non un’evoluzione tecnica del mezzo, ma una trasformazione sociale degli utenti.

Ben inteso per me la rete è stata ed è “solo” uno strumento, di certo enormemente potente, ma comunque neutro di fronte alle sue possibilità di impiego. Siamo noi, ciascuno di noi a scegliere il fine per cui utilizzarla.

Ma sebbene nel 2006 il Time dedicava il suo prestigioso riconoscimento “Persona dell’anno” agli internauti, a tutti coloro che hanno partecipato all’esplosione della democrazia digitale. E nel 2010 Riccardo Luna promuoveva addirittura la candidatura di Internet al Nobel per la Pace. Purtroppo negli ultimi anni le cose sono profondamente cambiate.

Hacker

 

La mutazione

La realtà ci ha strappato davanti agli occhi quell’idealizzazione un po’ ingenua che ci eravamo fatti e ci ha riportato drasticamente con i piedi a terra. Ci ha mostrato come l’uso del web non sia limitato a condividere conoscenza, ridurre le distanze fra persone lontane, raccogliere fondi tramite secchiate di acqua ghiacciata e una sovrabbondanza di gattini e cuccioli glitterosi. Ma come anche il nostro lato più oscuro possa sfruttarlo quotidianamente per fini tutt’altro che benevoli come:

  • le truffe dei più svariati tipi,
  • il controllo dei governi sui cittadini,
  • atti di terrorismo informatico,
  • vari tipi di censura,
  • il cyberbullismo,
  • la predazione sessuale e la pedopornografia,
  • il furto di identità,
  • il proliferare dei troll,
  • vari tipi di dipendenze (dai social network, dal gioco on-line, ecc.),
  • la mancanza di volontà nel valutare l’autorevolezza e la veridicità di un’informazione,
  • l’incapacità di riconoscere la differenza fra libertà di opinione e una comunicazione inutile o dannosa.

Certo avremmo dovuto aspettarcelo, cose simili sono esistite anche ben prima dell’invenzione del web. In fondo siamo sempre noi, quelli che hanno trasformato uno studio sulla fissione nucleare come possibile fonte di energia nel progetto Manhattan. Ma per fortuna siamo anche tutti quelli che hanno dedicato se stessi a migliorare la qualità della vita degli altri.

Non è la rete a trasformarci in truffatori, censori, troll, cyberbulli o peggio, è la nostra natura con le sue ombre e le sue luci. Sta a noi scegliere.

 

Chi ha paura del lupo cattivo web?

Io non lo temo, lo considero un mezzo, ne riconosco le grandi potenzialità e cerco di non sottovalutarne i possibili pericoli.

Mi spaventa molto di più come la maggior parte delle persone oggi non abbia alcuna educazione, tecnica ed etica, all’uso di questo strumento. Di come al proliferare di nuovi virus, e non mi riferisco solo ai programmi malevoli, molti utenti si ritrovino privi di “adeguati anticorpi” senza nemmeno accorgersene. Di come in molti continuino a credere che il web sia un mondo a se, un pianeta lontano e separato dalla Terra, senza rendersi conto che reale e virtuale sono molto più che uniti, sono una cosa sola.

La mia speranza è in una maggiore opera di formazione in questo senso. Dovrebbe essere il nostro impegno, di chi è nato a cavallo fra analogico e digitale e ha imparato a convivere con entrambe le facce di quest’unica medaglia. Tocca a noi “esperti” insegnare ai nostri genitori e ai nostri figli che il web non è altro che il mondo che ci circonda e che ciascuno di noi contribuisce a plasmare ogni giorno.

Sono certo che questo possa aiutarci a ridurre le ombre che negli ultimi anni si sono diffuse anche su Internet.

E tu? Cosa ti spaventa della rete? E soprattutto come pensi di affrontare la tua paura?

 

Photocredit
Immagine in evidenza – commons.wikimedia.org
Immagini interne – depositphotos.com

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