Pinterest, perché non ci volevo entrare

Pinterest, perché non ci volevo entrare
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Di Pinterest avevo solo dato una fugace occhiata e, oltre ad essere effettivamente l’ultimo social al quale mi sono iscritta, è anche l’ultimo del quale mai avrei pensato di usufruirne. Ok, la frase suona complicata ma se mi segui, ti spiego.

Pinterest, come l’ho conosciuto

Pinterest è un visual social simile e diverso da Instagram. Regola fondamentale, solo immagini bellissime. Ma belle belle eh? All’inizio, sinceramente, non ne volevo sapere perché non sapevo l’uso che avrei potuto farne e quando la sua icona è comparsa nella mia bozza di biglietto da visita ho espresso i miei dubbi alla grafica che me l’ha realizzato:

“Guarda che non ci sono su Pinterest, il biglietto da visita va modificato…”
Risposta con sguardo furbino:
“Ci sarai, ci sarai..”

Infatti, ci sono ma lo uso con parsimonia, di solito nel fine settimana e per pascermi delle belle immagini ivi contenute e dal quale traggo veramente infiniti spunti creativi.

Pinterest, prime impressioni

Oltre a quella strana malattia di cui soffro e che ho illustrato nel mio approccio con Google Plus, ho un altro piccolo vizio. Io e il mio fidanzato abbiamo un piccolo rituale, tipico per la stragrande maggioranza dei comuni mortali. Inauguriamo i giorni festivi con brioche, cappuccino e giornale al bar. O meglio, il mio fidanzato legge il giornale mentre io mi limito a dare una sbirciatina ai titoli, appollaiata sullo sgabello come il gufo se ne sta sugli alberi. Poi accade l’imprevisto, un’immagine o una certa notizia attira la mia attenzione e il mio dito plana sul pezzo d’interesse e interrompo la quieta lettura del mio compagno che si trova privato del quotidiano in questione.

La stessa cosa mi è capitata con Pinterest. Al di là della solita compilazione del profilo, nel momento stesso in cui vi entri ci si trova ad osservare, quasi distrattamente, lo scorrere di paesaggi, colori, infografiche, citazioni e molto altro ancora. Come per il titolo di giornale, il mio dito, tramutatosi in puntina, pinna una scena particolarmente suggestiva e se la porta nella sua personale bacheca, certa di potersela ammirare tutte le volte e per tutto il tempo che vuole. E senza impedire a nessuno la lettura di questo ricco visual social.

Oltre alla possibilità di pinnare e crearsi le proprie bacheche, Pinterest sembra la felice integrazione di caratteristiche che distinguono Google Plus da Facebook e Twitter da Instagram. Quando ti piace qualcosa vi applichi il cuore come si fa con Instagram ma sai che il suo uso è simile alla stellina di Twitter. Puoi seguire ed essere seguito come su Twitter e creare bacheche condivise, simili alle cerchie di Google Plus. Ah, non manca la possibilità di inviare messaggi privati. Ma quante cose ci sono? Tantissime e, ancora una volta, ho ceduto al fascino dei social e mi sono, scusatemi il neologismo, pure pinterestizzata.

Pinterest, come lo uso

Al momento lo uso come contenitore ma ho scoperto che, volendo, posso scegliere Pinterest come fonte di raffigurazioni con il quale corredare gli articoli e post. In verità non l’ho ancora fatto ma credo che se in futuro dovessi avvalermi di questa risorsa potrei risolvere molte delle questioni spinose legate alla gestione delle immagini. Intuitivamente credo che sia sufficiente citare alla voce photo credits dell’immagine scelta che essa proviene da Pinterest. Perché? Perché ogni volta che si pinna un’infografica, una citazione o qualsiasi cosa provenga da questo visual social compare il link al sito da cui è tratta. Comodo no?

È tu? Sei su Pinterest? Se sì, un consiglio. Segui subito Cinzia Di Martino, è la regina di questo social e ha molto da insegnare sul suo utilizzo.

Photo Credits: www.datamanager.it

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