Web writer: quando l’ascolto diventa parola scritta

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In seguito alla lettura di migliaia di definizioni, articoli, commenti e alla visione di materiale non scritto di varia natura sulla figura del web writer , sono finalmente approdata alla stesura di questo post, che svilupperò non tanto grazie alla suddetta attività, che ha tutto l’aspetto di una raccolta, quanto piuttosto in virtù di una domanda postami dalla mia nipote dodicenne durante un pranzo familiare:

«Cosa fai?», mi chiede curiosa la quasi ragazza, intenta in un disegno.
«La web writer», rispondo io.
«Quindi, cosa fai?», rincara con occhio vitreo e sopracciglio sospettoso.
«Scrivo».
«Anch’io scrivo».
«Certo, me l’auguro che tu scriva, mia dolce ragazza. Io, però, scrivo per lavoro».
Un attimo di silenzio sbigottito ci avvolge.
Riprendo, stupita io stessa dalla mia prontezza:
«Questo significa che devo prima di tutto ascoltare: sì, ascoltare le esigenze, i bisogni e le paure di chi si affida a me. All’ascolto fa seguito una minuziosa ricerca, una caccia al tesoro alle informazioni di prima qualità cui fare riferimento, alle risorse cui attingere per costruire la risposta più adatta al bisogno espresso dal richiedente. Una volta tornata con un bel cesto di dati rilevanti, occorre sparpagliarli sul tavolo, osservarli uno ad uno, buttare il superfluo, o, meglio, archiviarlo per lavorazioni future, e ricombinare il tutto in un nuovo modello».

Giunta a questo punto, mentre mia nipote va alla ricerca di una fetta di torta, io avverto l’esigenza di portare avanti la mia riflessione, che dalla ricombinazione di diversi elementi conduce allo sviluppo di un progetto, la cui priorità consiste nello scrivere qualcosa di nuovo e utile per arrivare al cuore del cliente; ascolto, documentazione e pensiero laterale sono le tre macro-fasi della mia pratica professionale, durante le quali l’atto dello scrivere mantiene ancora un ruolo marginale, più che altro sussidiario, atto ad appuntare le idee principali. Una volta sistemati lo scopo, il bersaglio e i temi, allora si può partire con la digit-azione.

A monte di questi stadi, stanno le Moire della scrittura per il web: passione, studio e costanza; mentre la prima nasce e si nutre in maniera quasi del tutto spontanea, fornendo la spinta a perseguire il proprio sogno, le altre due hanno bisogno di essere imboccate con ottimi nutrienti per poter crescere e farsi colonne del mestiere di scrivere. Nelle loro mani è il destino di chi intende fare della scrittura su web una professione: laddove la passione procura il filo, lo studio lo riordina e la costanza ne stabilisce la lunghezza.

[Immagine: John Strudwick, A Golden Thread]

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